Rio Leni, onda maledetta

Serramanna, allevatore rischia la vita lanciandosi in acqua per salvare il suo gregge dal fiume in piena. Morti 153 animali

­SER­RA­MAN­NA. Sor­ri­de ap­pe­na, prima che il suo viso ri­ca­da nella smor­fia del do­lo­re che l’at­ta­na­glia da lunedì sera. Gioi­sce guar­dan­do le due pe­co­re che uno zio ha ap­pe­na tro­va­to, stan­che, esau­ste e im­pau­ri­te, in un bo­schet­to di eu­ca­lip­ti non lon­ta­no dalle spon­de del rio Leni, il fiume ma­le­det­to che in un at­ti­mo ha in­ghiot­ti­to il greg­ge, mas­sa­cran­do de­ci­ne e de­ci­ne di ani­ma­li. Re­sti­tuen­do­ne, alla fine, una man­cia­ta. «Una stra­ge, di cen­to­no­van­ta pe­co­re me ne sono ri­ma­ste tren­ta­cin­que. Anzi, tren­ta­set­te, con que­ste due».I PE­RI­CO­LI Da­nie­le Mu­scas, al­le­va­to­re di 34 anni, padre di un bimbo di dieci, ha ri­schia­to la vita per sal­va­re i suoi ani­ma­li. Quan­do l’al­tro po­me­rig­gio l’on­da di piena ha in­ve­sti­to il greg­ge che bru­ca­va lungo l’ar­gi­ne, alla con­fluen­za del rio Leni e del rio Mannu fino a quel mo­men­to tran­quil­li, non ci ha pen­sa­to due volte a get­tar­si nel­l’ac­qua ge­li­da, tra i flut­ti, per ac­chiap­pa­re le pe­co­re, sal­var­ne il più pos­si­bi­le. Lì, in quel­lo spic­chio del Medio Cam­pi­da­no ri­spar­mia­to fino a quel­l’i­stan­te dal ci­clo­ne che stava met­ten­do a dura prova l’I­so­la, il mal­tem­po non aveva crea­to gros­si pro­ble­mi. «Sarà stata l’una e un quar­to, non di più. Avevo rag­giun­to il greg­ge per ac­com­pa­gnar­lo al­l’o­vi­le e ac­cu­dir­lo, come si fa sem­pre nel po­me­rig­gio. Non ho fatto a tempo a sen­ti­re il suo rug­gi­to un’on­da gi­gan­te­sca ha in­ve­sti­to le pe­co­re por­tan­do­se­le via, tra­sci­nan­do­le nel letto del fiume di­ven­ta­to un tor­ren­te in piena».LE SCEL­TE I pen­sie­ri del gio­va­ne pa­sto­re di Ser­ra­man­na non am­met­te­va­no dubbi, in­cer­tez­za. Non po­te­va­no dia­lo­ga­re col sen­ti­men­to della paura. C’e­ra­no le pe­co­re, da sal­va­re. C’era quel ca­pi­ta­le e quel­la ric­chez­za co­sta­ti anni di sa­cri­fi­ci da pre­ser­va­re. «Dovrò ri­co­min­cia­re, non sarà fa­ci­le. C’è il danno im­me­dia­to, fa­ci­le da quan­ti­fi­ca­re le­ga­to alle pe­co­re morte, ma anche quel­lo, an­co­ra più gros­so, degli agnel­li che da qui a poco sa­reb­be­ro nati. Il latte che non potrò mai mun­ge­re e poi ven­de­re», rac­con­ta Da­nie­le Mu­scas che men­tre getta gli occhi sul greto del rio Mannu tor­na­to asciut­to dopo i gior­ni della piena, sem­bra sve­stir­si dei panni del pa­sto­re per in­dos­sa­re quel­li del­l’im­pren­di­to­re. IL MAS­SA­CRO Cen­to­cin­quan­ta­trè le pe­co­re uc­ci­se dalla piena. «Pe­co­re gra­vi­de, ognu­na avreb­be par­to­ri­to uno o due agnel­li. Credo che quel­l’on­da mi abbia ru­ba­to, in pochi se­con­di, al­me­no set­tan­ta­mi­la euro tra il va­lo­re degli ani­ma­li, degli agnel­li­ni, di quei tren­ta­mi­la litri di latte che non potrò mai più ven­de­re. Non sono riu­sci­to a far molto, den­tro il fiume. Ho ag­guan­ta­to tre, quat­tro pe­co­re ma la cor­ren­te era forte e non po­te­vo re­si­ste­re più di tanto nel­l’ac­qua. For­tu­na­ta­men­te sono ac­cor­si mio zio An­ge­lo e i miei cu­gi­ni Mas­si­mo e Paolo. Siamo tutti al­le­va­to­ri e tra noi la so­li­da­rietà è un do­ve­re non scrit­to. Non so se ce l’a­vrei mai fatta senza di loro». Strap­pa­to alla furia del­l’ac­qua, Da­nie­le Mu­scas ha ri­gua­da­gna­to la spon­da del fiume as­sas­si­no. LA SPE­RAN­ZA Non era fi­ni­ta. «A piedi ho cam­mi­na­to tra is Arriu e Go­le­na, sono ar­ri­va­to fino a Vil­la­sor nella spe­ran­za di ri­tro­va­re gli ani­ma­li, ma­ga­ri le pe­co­re che da sole fos­se­ro scam­pa­te alla morte. Macché, ho solo visto al­cu­ne car­cas­se bloc­ca­te tra le canne. È stato zio An­ge­lo a re­cu­pe­ra­re una tren­ti­na di capi vivi. Da lì dovrò ri­co­min­cia­re. Non sarà fa­ci­le. So che anche que­sta è la vita del pa­sto­re, la vita che tutto som­ma­to mi sono scel­to». foto Fabio Marras [Andrea Piras, L’Unione Sarda del 21/11/2013] RI­PRO­DU­ZIO­NE RI­SER­VA­TA

Daniele Muscas, dietro le due pecore rirtrovate vive

Daniele Muscas, dietro le due pecore rirtrovate vive foto Fabio Marras

le ultime due pecore recuperate vive a due giorni di distanza foto Fabio Marras

le ultime due pecore recuperate vive a due giorni di distanza foto Fabio Marras

Daniele Muscas sul luogo dove è avvenuta la tragedia  foto Fabio Marras

Daniele Muscas sul luogo dove è avvenuta la tragedia foto Fabio Marras

Daniele Muscas sul luogo dove è avvenuta la tragedia  foto Fabio Marras

Daniele Muscas sul luogo dove è avvenuta la tragedia foto Fabio Marras

Muscas e i suoi parenti in mezzo al fiume in piena, cercano di recuperare alcune pecore copyright Fabio Marras

Muscas e i suoi parenti in mezzo al fiume in piena, cercano di recuperare alcune pecore copyright Fabio Marras

Muscas e i suoi parenti in mezzo al fiume in piena, cercano di recuperare alcune pecore copyright Fabio Marras

Muscas e i suoi parenti in mezzo al fiume in piena, cercano di recuperare alcune pecore copyright Fabio Marras