Fotogiornalismo Precario La storia di Salvatore


La triste condizione di chi svolge il lavoro che ama e la sua storia che nessun giornale vuole raccontare

Salvatore Moi è un fotografo di Cagliari,

Nel 2007 ha completato un corso di fotografia al Man Ray di Cagliari, ha collaborato con alcune agenzie e lavorato per Epolis Il Giornale di Sardegna.

Salvatore Moi

La sua storia parla per tanti altri come lui:

«Da luglio 2011 lavoro come fotogiornalista per un nuovo quotidiano sardo», racconta Salvatore, «Devo essere reperibile tutto il giorno, sempre a disposizione ma la reperibilità non mi viene retribuita, non ho ferie pagate, e non ho giorni di malattia retribuita».

Come spesso accade, se si svolge un servizio di cronaca e per priorità della redazione il servizio “salta”, ovvero non viene pubblicato,  sarà come se quel servizio non lo avesse mai fatto. Il danno è doppio, oltre a non vedersi pagato un lavoro che ha svolto, la benzina e il mancato guadagno che sarebbe derivato da un’altro lavoro che avrebbe potuto svolgere, non gli vengono riconosciuti.

«Uso la mia attrezzatura, se si guasta ne rispondo io, utilizzo il mio scooter, utilizzo il mio cellulare e non ho nessuna garanzia».

Certi mesi guadagna 200euro anche se è rimasto reperibile tutti i giorni del mese.


Questo perchè non ha un contratto ma è  libero professionista.

Salvatore è un libero professionista che fattura solo ad un quotidiano e fattura quello che gli viene detto di fatturare.
Ha provato diverse volte a chiedere l’assunzione ma non c’è stato niente da fare, « fuori c’è la fila per fare il tuo lavoro», gli viene risposto.

Ogni mese combatte per vedersi pagato quel poco che gli spetta perchè, oltre ad essere palesemente  un dipendente subordinato che riceve un trattamento da esterno, i pagamenti non arrivano.

Il 19 ottobre 2011 scrive su facebook :

“ancora soldi non se ne vedono, non capisco che sta succedendo a sardegna 24, sta per trascorrere un terzo mese, terza fattura che emetterò e terzo mese che non vedrò soldi, e i debiti del giornale verso di me aumentano, ma perchè non pagano e nessuno sa dare spiegazioni tutti tacciono. Ho saputo che i giornalisti a contratto sono stati pagati, ma noi collaboratiori esterni che siamo burdi. Perche ha loro si e ha noi esterni no?”

e ancora prima il 17 ottobre:

“non capisco perche ci sono persone e aziende, che pensano che io vivo di aria che possono chiedermi un qualcosa che ha che fare con la fotografia e poi a lavoro svolto, mi lasciano come un coglione a bocca aperta, prendendosi il lavoro, le foto e io nulla. ma che diamine questa gente: pensa io posso vivere di aria, che scatto foto per diletto tanto perche non ho nulla da fare nella vita. Voglio la giustidia dovina un fuilmine deve colpirli cosi non imbrogliano piu nessuno. Voglio i soldi che mi spetano adesso e immediatamente.”

Il 7 e l’8 ottobre, a Firenze si è tenuta la manifestazione “Giornalisti e Giornalismi, libera stampa liberi tutti”, nel corso della quale si è stesa la bozza del documento deontologico che, una volta approvato dal Consiglio Nazionale dell’ Ordine dei Giornalisti, dovrebbe regolamentare i rapporti tra collaboratori e redazioni. Nel caso di un trattamento economico mortificante per la stessa dignità dei giornalisti precari, si avvierà un procedimento disciplinare davanti all’ Ordine dei Giornalisti .

Riporto il comma 2 dell’articolo 3  della carta di Firenze:

“Un giornalista precarizzato, poco pagato, con scarse certezze e prospettive e talvolta, per carenza di risorse economiche, anche poco professionalizzato, è un lavoratore facilmente ricattabile e condizionabile, che difficilmente può mantenere vivo quel diritto insopprimibile d’informazione e di critica posto alla base dell’ordinamento professionale”.

Forse c’è ancora speranza per tutti i Salvatore Moi d’ Italia, per ora però non ci resta che piangere.

Fabio Marras


 

foto S.M.

foto S.Moi

 

 

Comments are closed.