CLAUDINE, SIGNORA DELLE TIGRI – L’unica domatrice di tigri in Europa racconta il suo lavoro da paura. di Fabio Marras


L’amore per gli animali e le botte per gli animalisti

CLAUDINE, SIGNORA DELLE TIGRI

L’unica domatrice di tigri in Europa racconta il suo lavoro da paura

(versione integrale dell'articolo dell' 11/05/2009)


 

Claudia Laura è una giovane mamma che aiuta le sue tre figlie a studiare, prepara al marito un ottimo caffè con la moka e cura la casa.

Fin qui tutto normale, ma allo specchio, davanti al quale vuole restare sola nella sua concentrazione, si trasforma in Miss. Claudine, l’unica domatrice di tigri in Europa e alla domanda « Faresti mai la segretaria per qualche ufficio?», risponde ridendo «Ma scherzi?».

Claudine, come l’hanno sopranominata durante gli spettacoli in Francia «Non riuscivano a pronunciare Claudia» , racconta, è nata 31 anni fa in Romania, fin da ragazzina ha lavorato al circo permanente di Bucarest come trapezista. Quando a 17 anni si è trasferita in Italia, ha iniziato a lavorare con animali esotici. « In Italia ho conosciuto mio marito, domatore di tigri da 7 generazioni, all’inizio non voleva che facessi anche io la domatrice, adesso invece mi assiste durante lo spettacolo ed è sempre molto preoccupato» ammette senza mai smettere di sorridere.

Di solito, nell’immaginario comune si crede che le tigri e i leoni vengano sedati prima di ogni spettacolo, ma mentre chiedo conferma di ciò, Miss. Claudine scuote la testa e spiega che le tigri sono animali molto rilassati mangiano e dormono tutto il giorno, se le si dovessero sedare non si muoverebbero neppure.

Ma come fa una donna a stare da sola in una gabbia con sei tigri? Per chiunque basterebbe solo lo sguardo dei felini per capire che è meglio starne lontani. La risposta di Claudine è del tutto inaspettata «Amore».

«Non bisogna lavorare con aggressività», spiega,« Più li tratto bene più vengo trattata bene, non mi sono mai pentita di essere dolce con loro».

Forse è per questo che durante lo spettaccolo anzichè lo schiocco di frusta la si sente rivolgersi alle sue tigri con vezzeggiativi « Cucciolotta! Amore! Piccolina vieni qui da mamma!» come se Claudine non avesse davanti dei felini da 350kg ma teneri ed innocui gattini.


«Questo non vuol dire che non si debba fare sempre molta attenzione», precisa la domatrice «Non avere paura sarebbe da pazzi e non si deve mai essere troppo sicuri, sono pur sempre animali pericolosi», poi svela qualche segreto «Bisogna stare con loro da quando sono cuccioli, imparare a conoscerli, anche loro hanno i loro momenti no e le loro simpatie».

Stefano Rossi, il marito di Miss. Claudine spiega che quando sono nervose rizzano il pelo e portano le orecchie indietro e che «Bisogna fare attenzione anche agli spettatori, se sono indisciplinati le tigri si sentono minacciate e possono prendersela con la domatrice, perché sanno che è direttamente responsabile della loro incolumità».

Non sono mancati gli incidenti, lo zio di Rossi rischiò quasi di perdere una gamba in seguito ad una <semplice> zampata e la moglie fu attaccata da un cucciolo di un anno. Ma lei lo difende «Poverino però! Si era spaventato per un movimento brusco, ecco ho ancora la cicatrice».

Ogni mattina, quando Claudia si sveglia le tigri sentono la sua voce e fanno le fusa perché anche loro la amano e vogliono darle il buongiorno, per questo, quando sente parlare di giornalisti o animalisti anche a lei si drizza il pelo e si infuria « Si tende ad accusare senza cognizione di causa è giusto difendere gli animali maltrattati, un tempo chi protestava lo faceva in modo civile, ora si tende a reclutare ex galeotti. Spesso sono stata insultata, aggredita e ho rischiato una denuncia perché ho reagito e li ho riempiti di botte!», racconta la domatrice,« Non vogliono sentire ragioni, e mentre protestano indossano le loro belle scarpe di pelle. Una volta mi hanno intervistato e hanno scritto cose non vere, ricordo di aver sofferto molto perché nessuno può dire che tratto male le mie tigri. » Poi continua «In alcune città veniamo totalmente presi d’assalto dagli animalisti perché si tende a fare di tutta l’erba un fascio, poi dopo che vedono come vengono tenuti i nostri animali placano la loro ira».

A tal proposito interviene il marito, teme che in Italia la fine dei circhi con animali non sia troppo lontana « Sebbene lo stato tuteli e incentivi con sussidi i circhi, alcuni comuni, soprattutto del centro nord vietano il circo con gli animali, ma questo perché il circo è scomodo, affiggiamo molti manifesti, i cittadini buttano i volantini per terra e sporcano, devono mandare personale a controllare che nel circo sia tutto in regola e allora », accusa « Trovano più sbrigativo vietare il circo con animali, potremo fare ricorso, ma bisognerebbe spendere in avvocati, andare in causa e allora spesso lasciamo perdere», continua stringendosi le spalle, «Abbiamo girato tutta l’Europa con il circo della mia famiglia, il Ringland e ora stiamo per tutta l’estate in Sardegna ospiti del circo Castellucci, qui siamo sempre stati accolti con tanta gentilezza, ho molti amici qui in Sardegna».

Con aria preoccupata, Rossi rivela un’altro problema del mondo dei circhi « Anche se sono tanti i disoccupati, nessuno vuol fare l’operaio al circo» racconta ammettendo che sia un lavoro faticoso «Non sono mai riuscito a trovare un operaio italiano,gli unici che vengono a lavorare sono extracomunitari, abbiamo assunto indiani, africani, ragazzi dell’est. Quasi tutti, una volta messi in regola, scappano» e poi un altro ostacolo « Ogni anno si tenta di  emanare una legge per vietare gli animali nei circhi, a gennaio eravamo quasi pronti a chiudere, poi per fortuna la legge non è passata, noi con gli animali ci lavoriamo,così come l’allevatore lavora con i suoi animali» cerca di spiegare Stefano Rossi « D’altronde i cavalli utilizzati nelle corse non vengono sfruttati per denaro? Nei canili comunali c’è talmente tanto sovraffollamento nelle gabbie che quei poveretti soffrono davvero e che dire delle galline sotto luce artificiale per mangiare e ingrassare? Non sono anche loro dei poveri animali ? loro sono davvero maltrattati».

Mentre il marito parlava, lei, Miss. Claudine, coccolava e baciava i suoi sei angeli, al tramonto, terminato il numero delle tigri,la domatrice si inchina al suo pubblico e quasi con le lacrime agli occhi spera che quella non sia l’ultima volta che la facciano stare con le sue creature, e mostrando il sorriso sussurra come un appello a chi non può capirla «Io amo le mie tigri».

Fabio Marras